Morte Purgatori: Il GUP rinvia a giudizio i 4 medici indagati.

Oggi vorrei parlarvi degli aspetti giudiziari conseguenti alla morte del noto giornalista Andrea Purgatori.

Il giornalista e conduttore televisivo morì nel luglio del 2023, all’ospedale Umberto I di Roma.

Da subito, però, le cause della morte furono di interesse giudiziario, tant’è che i familiari del giornalista sporsero querela proprio per accertare le cause della morte e l’eventuale responsabilità dei sanitari che avevano trattato il caso.

Furono, quindi, indagati 4 medici, per il reato di omicidio colposo: 1 radiologo, il suo assistente, una dottoressa dello staff e un cardiologo.

Purgatori, all’epoca settantenne, era malato di tumore ai polmoni sfociato in metastasi, ma nel maggio 2023 veniva sottoposto ad una risonanza al cervello, la cui diagnosi fu che le metastasi si erano estese anche all’organo celebrale.

Il paziente cominciò, così, le cure con la radioterapia ma morì nel luglio 2023.

La famiglia depositò una querela e il PM, previo sequestro delle cartelle cliniche, dispose una consulenza dalla quale emerse che la diagnosi dell’estensione al cervello delle metastasi era errata (non si trattava di metastasi ma di lesioni ischemiche), e conseguentemente la radioterapia al detto organo prescritta non era necessaria; anzi, la consulenza accertò che fu inutile e debilitante, tanto da accelerare in peggio il quadro clinico del giornalista. Sempre secondo la consulenza, la patologia poteva essere tranquillamente trattata con antibiotici.

La condotta errata dei medici fu accertata anche dal nucleo dei NAS dei Carabinieri, i quali concludono che l’errore medico e la radioterapia prescritta hanno accelerato la morte del giornalista, che sarebbe probabilmente comunque deceduto, ma molto tempo dopo.

Furono, quindi, indagati i componenti dello staff radiologico che errarono la diagnosi, ma anche il cardiologo che mancò di individuare l’ischemia.

In questi giorni il Gup del Tribunale di Roma, durante la prima udienza preliminare ha ammesso la costituzione di parte civile e ammesso la citazione a processo come responsabili civili delle cliniche Villa Margherita e Pio XI di Roma e della compagnia assicurativa di una delle due, rinviando a giudizio i 4 sanitari.

Dunque il processo accerterà se la morte del noto giornalista è stata causata dall’errore medico, e quindi se i congiunti potranno ottenere il risarcimento dei danni subiti in seguito alla morte del familiare.

Ricordiamo che secondo il nostro ordinamento risponde di omicidio chi cagiona la morte di un soggetto anche se questi, per ragioni estraenee e pregresse avrebbe comunque avuto un esito infausto e che la stessa piena responsabilità si delinea anche in sede civile.

avv. Michele Allamprese

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