Torre dei Conti: cosa accade giudizialmente dopo la morte dell’operaio.

Ieri 3 novembre a Roma, è crollata una Torre del 1200 (la Torre dei Conti fatta costruire nel 1200 da Papa Innocenzo III) che si trovava in via dei Fori Imperiali e che era oggetto di lavori di manutenzione straordinaria.

Purtroppo, e nonostante l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco, l’operaio che è stato estratto dalle macerie dopo oltre undici ore, non c’è l’ha fatta ed è morto durante la notte all’Ospedale Umberto I.

Quali sono le conseguenze giudiziarie a questo evento?

La Procura della Repubblica di Roma ha subito aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo, e incaricato i Carabinieri e lo Spesal di ricostruire i fatti.

La ricostruzione sarà sia tecnica, per capire le cause del crollo, che giuridica, per comprendere chi aveva la responsabilità del cantiere e l’obbligo di vigilare affinché lo steso fosse in condizioni di sicurezza.

Una volta chiariti questi aspetti, con ogni probabilità la Procura della Repubblica iscriverà nel registro degli indagati tutti coloro che hanno avuto una responsabilità nella vicenda, e tanto anche a loro garanzie e al fine di poter partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili o ad un eventuale incidente probatorio. E’ probabile, anzi certo, infatti che la Procura nomini un consulente che, nel contraddittorio con i tecnici degli indagati, ma anche delle persone offese, ricostruisca i fatti e accerti eventuali responsabilità.

Se si dovessero palesare gli estremi per la richiesta di rinvio a giudizio si celebrerà un processo a carico dei soggetti individuati come responsabili e che vedrà i familiari dell’operaio poter esercitare la facoltà di costituirsi parte civile al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della morte del proprio congiunto.

Va detto che, attesa la natura lavorativa della morte, ci sarà l’intervento dell’Inail che indennizzerà moglie e figli della vittima (i figli ove non maggiorenni o infra 26enni se studenti universitari) e eserciterà la rivalsa nei confronti del responsabile civile, chiederà cioè la restituzione al responsabile di quanto corrisposto ai familiari del lavoratore.

I congiunti della povera vittima, quindi, potranno agire in sede civile per ottenere il cosiddetto danno differenziale, vale a dire il risarcimento di tutti i danni non coperti dall’assicurazione obbligatoria per i lavoratori.

avv. Michele Allamprese

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