Riprendiamo il filo del ragionamento cominciato con la prima puntata, con una piccola parentesi di natura patrimoniale.
Bisogna sempre ricordare che nei cold cases e in generale nelle vicende criminose, gli aspetti economici giocano un ruolo prioritario e sono strumenti utilissimi per capire cosa effettivamente sia successo e giustificare la condotta dei protagonisti.
Ipotizzando che Alberto Stasi, pure innocente, era a conoscenza dei pericoli che correva la sua fidanzata, e magari anche per pavidità l’aveva lasciata sola quella notte, e che quindi quel 13 agosto 2007 alle ore 13.50 sapesse già del possibile tragico epilogo tanto da non aver necessità di arrivare alle scale e al cadavere per capire cosa era successo. Dobbiamo chiederci, in questo caso, se a Stasi convenga oggi rivelare quanto eventualmente di sua conoscenza o sia preferibile per lui tacere.
Dunque, se Stasi ottiene la revisione del processo, pura e semplice, cioè se riesce a ottenere la ricelebrazione del dibattimento e ottenere l’assoluzione, dal punto di vista patrimoniale e mediatico otterrebbe una piena, assoluta e totale riabilitazione.
Sarebbe una vittima della mala giustizia, magari anche di una Giustizia corrotta, quindi un novello Enzo Tortora e soprattutto otterrebbe un maxi risarcimento dallo Stato e la restituzione di quanto corrisposto ai Poggi a titolo di risarcimento in seguito alla condanna definitiva.
Se, invece, si dovesse accertare una sua condotta criminosa, non nel senso di un suo coinvolgimento nell’omicidio, ma nell’ostacolo dato alla Giustizia per non aver rivelato tutto quanto a sua conoscenza, il che significa ipotesi criminose, a seconda del caso e del momento, di favoreggiamento o false informazioni al Pm, la situazione dal punto di vista patrimoniale cambierebbe radicalmente.
Intanto i Poggi sarebbero comunque persone offese anche di questi reati, e quindi avrebbero diritto ad ottenere un risarcimento dallo Stasi e opporrebbero la sua condotta quale ostacolo alla richiesta di restituzione delle somme corrisposte.
Soprattutto, lo Stato opporrebbe a Stasi la circostanza che proprio il suo silenzio non ha consentito di arrivare alla verità e portato alla sua condanna, con relativa certa opposizione ad un risarcimento che, altrimenti, sarebbe pacifico e ineccepibile.
Le strategie odierne degli attori della vicenda, con particolare riferimento a Stasi e ai Poggi, dipendono anche dalle possibili conseguenze patrimoniali dell’epilogo dell’indagine e degli sviluppi conseguenti.
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avv. Michele Allamprese





