Proviamo ad analizzare, come sempre cercando di essere chiari e divulgativi, ma soprattutto di rispettare il principio di innocenza, la vicenda che vede coinvolti il giornalista Alfonso Signorini e un ex pretendente a partecipare al programma televisivo “Grande Fratello” sulle reti Mediaset.
Le vicende giudiziarie traggono origine da alcune foto intime e chat mostrate da Fabrizio Corona durante la trasmissione “falsissimo”, scambiate tra un tale Antonio Medugno, aspirante partecipante al “Grande Fratello” e Signorini. Corona ha anche parlato di un “sistema Signorini” in base al quale per poter partecipare alla trasmissione Mediaset l’aspirante doveva sottostare ai ricatti sessuali del giornalista, con particolare riferimento alla testimonianza del Medugno e al periodo 2021/22, durante il quale il modello sarebbe stato in contatto con Signorini, spinto a suo dire dal suo ex manager, e di non aver accettato la proposta sessuale del giornalista, restando così fuori dal programma.
In seguito alla pubblicazione del video e del materiale privato, Signorini ha querelato Corona per “Revenge Porn”, il reato previsto dall’art. 612 del codice penale che punisce chi, senza l’autorizzazione della persona rappresentata, divulga immagini sessualmente esplicite e in seguito a detta iniziativa Corona è stato oggetto di una perquisizione presso le sue pertinenze e del sequestro di numerosi dispositivi elettronici. Inoltre Corona è stato interrogato dai sostituti Procuratori titolari del fascicolo, Maria Letizia Mannella e Alessandro Gobbis e agli stessi avrebbe fatto ulteriori rivelazioni sulla questione Signorini.
Questa, quindi, è la prima vicenda giudiziaria sorta in seguito ai fatti, e vede Corona indagato per “Revenge Porn” e Alfonso Signorini quale persona offesa.
Il secondo filone giudiziale trae origine dalla querela sporta dal suddetto Medugno in danno di Alfonso Signorini per i reati di estorsione e violenza sessuale. In questo procedimento Signorini è indagato e Medugno è persona offesa. Signorini si è sospeso dagli incarichi in Mediaset, mossa saggia anche per evitare l’applicazione di misure cautelari, mentre i giornali stanno dando ampio risalto alla circostanza che il giornalista sia indagato.
Sarebbe interessante capire come la notizia è divenuta pubblica, poiché è trapelata in assenza di attività investigativa di risalto pubblico (perquisizioni, misure cautelari, interrogatori). L’unica spiegazione è che uno degli interessati, quindi Medugno quale persona offesa o Signorini quale indagato, abbiamo interrogato la Procura con una istanza ex. art. 335 cpp e scoperto l’indagine in corso, per poi renderlo noto ai giornalisti. A voi ipotizzare che dei due possa essere stato.
Purtroppo siamo di fronte all’ennesimo caso di “sbatti il mostro in prima pagina” visto che l’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati per i reati di estorsione e violenza sessuale è un atto dovuto e obbligatorio in seguito alla ricezione della querela del Medugno. Ricordiamo che nel nostro ordinamento l’azione penale è obbligatoria e quindi l’Autorità giudiziaria, ricevuta la notizia di reato, è obbligata a indagare. Il fatto che Signorini sia indagato, non vuol dire che questi sia colpevole. Sarà la Procura di Milano a valutare se sussistono i presupposti per chiederne il rinvio a giudizio.
avv. Michele Allamprese
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