Uno dei due difensori di Andrea Sempio ha rivelato, durante la trasmissione televisiva “Quarto Grado” il 16 gennaio scorso, di avere intenzione di chiedere un incidente probatorio per svolgere accertamenti tecnici sul computer in uso, all’epoca del delitto, ad Alberto Stasi.
Il computer è al centro del dibattito in questi ultimi tempi perché, come noto, e per quanto la circostanza non sia stata valorizzata in sentenza, secondo l’impostazione accusatoria dell’epoca, Chiara avrebbe visionato del materiale pornografico sul computer di Alberto, nei minuti in cui, la sera del 12 agosto, il ragazzo si allontanò dall’abitazione della fidanzata per andare a controllare i cani, e quindi intorno alle ore 22.00.
Secondo la tesi accusatoria dell’epoca, quindi, l’aver trovato i video pornografici avrebbe portato i due fidanzati a litigare, e sarebbe stato il movente che avrebbe poi portato Alberto a uccidere Chiara il mattino seguente.
Come noto, si scontrano due tesi sul punto. Secondo i periti informatici nominati dall’allora GUP Vitelli, che in questi giorni stanno riesaminando il contenuto del computer e che all’epoca furono incaricati di accertare il contenuto del computer di Alberto, non vi è prova dell’apertura delle cartelle contenenti contenuti pornografici da parte di Chiara in quei pochi minuti in cui Alberto si assentò.
Secondo, invece, i consulenti della famiglia Poggi, i quali hanno recentemente riesaminato la copia forense del computer di Alberto Stasi, vi è evidenza dell’apertura delle cartelle contenenti materiale pornografico.
Non sappiamo se il Gip autorizzerà l’incidente probatorio, però qualche dubbio di ammissibilità lo abbiamo.
Intanto si tratterebbe di una prova che andrebbe a compendiare il quadro indiziario a carico di Alberto Stasi, che è già stato condannato con sentenza passata in giudicato, e questo vale sempre, anche quando si vogliono trovare nuovi elementi a carico del ragazzo. In secondo luogo, non sono convinto del pericolo di dispersione della prova, che anzi sembrerebbe quasi esplorativa.
E’ però anche vero che l’indagato può difendersi anche provando piste alternative, e da questo punto di vista la richiesta dei legali di Sempio ha una sua logica.
Invece il mezzo di prova, più che nel procedimento a carico di Sempio, potrebbe essere valorizzato nel processo di revisione, ormai quasi certo, promosso da Alberto Stasi.
Staremo a vedere cosa accadrà.
avv. Michele Allamprese
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