Delitto di Anguillara. Prima applicazione del nuovo reato di femminicidio.

La Procura di Civitavecchia, competente per territorio, ha contestato a Claudio Carlomagno, il marito di Federica Torzullo, indagato per l’omicidio della giovane donna avvenuto ad Anguillara Sabina, in provincia di Roma lo scorso 9 gennaio, la nuova fattispecie criminosa di femminicidio.

Il reato, previsto dall’articolo 577 bis del codice penale, è stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge 181 del 2025 a decorrere dallo scorso 17 dicembre e il caso in esame è una delle prime applicazioni pratiche del nuovo schema criminoso.

Il reato punisce chi cagiona la morte di una donna come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di  limitazione delle sue liberta’ individuali.

La legge prevede la pena dell’ergastolo.

Prima della riforma il femminicidio non era punito come reato a se, ma rientrava nella fattispecie generale dell’omicidio, aggravato dal rapporto affettivo tra vittima e reo.

La battaglia legale, quindi, sarà tutta incentrata sul movente dell’omicidio, e quindi sulle ragioni che hanno indotto l’indagato a uccidere la moglie.

Dalle prime indiscrezioni, e forse proprio per allontanare l’ipotesi del femminicidio, Carlomagno avrebbe fatto riferimento ad un delitto di impeto, cagionato non con la espressa volontà di uccidere quella che stava diventando l’ex moglie. Tuttavia ci sono chiari elementi che fanno ritenere sussistente la premeditazione, che condurrebbe direttamente alla fattispecie del femminicidio.

Innanzitutto gli inquirenti stanno verificando se la buca scavata dall’indagato sia stata realizzata prima del delitto, il che sarebbe chiaro indice di premeditazione. A tal fine è stato nominato un consulente agronomo che dovrà accertare la circostanza. A ciò si aggiunga la richiesta alla colf di non recarsi presso l’abitazione quella mattina.

Vedremo se la Corte d’Assise accoglierà lo schema accusatorio della Procura di Civitavecchia, cui va ascritto il merito di aver risolto in pochi giorni il caso.

avv. Michele Allamprese

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