GARLASCO. LA FORZA DI QUESTA INDAGINE DEVE ESSERE NELLE SUE FASI INIZIALI.

Non sappiamo se Andrea Sempio sarà rinviato a giudizio o meno, però alcune considerazioni, per quelle che sono le attività d’indagine a noi note, possono essere formulate.

Ad onor del vero, per quelle che sono le emergenze istruttorie emerse, a carico di Sempio c’è molto poco, ed è anche strano che la Procura non abbia già chiesto l’archiviazione. L’incidente probatorio sulle tracce genetiche sulle unghie della povera vittima ha dato risultati che non resisterebbero allo “stress test” del dibattimento, la identificazione della impronta 33 è molto complicata perché dovrebbe avvenire su foto e anche l’indagine parallela a carico del dott. Venditti pare essersi arenata.

Eppure la Procura di Pavia continua ad indagare, e a concentrarsi unicamente sulla figura di Andrea Sempio. Perché?

Per avere, forse, una risposta bisogna tornare alla fine del 2024, quando probabilmente la difesa di Alberto Stasi ha sottoposto alla Procura di Pavia gli esiti delle proprie indagini difensive. E devono essere stati esiti molto significativi.

Il momento iniziale di questa indagine, infatti, deve aver avuto una spinta propulsiva dirompente perché, altrimenti, non avrebbe ragione e senso l’indagine stessa.

Nel gennaio 2025 la Procura di Pavia ha chiesto al GiP l’autorizzazione alla riapertura delle indagini, attività necessaria quando si chiede di indagare su un soggetto già indagato in passato la cui posizione è stata archiviata. Il Gip del Tribunale di Pavia, l’ormai celebre dott.ssa Garlaschelli, ha autorizzato la riapertura.

Però questa indagine è un unicum nel nostro panorama giudiziario, atteso che si sta indagando per un reato che vede già acclarato il suo responsabile, attesa la sentenza passata in giudicato che ha individuato in Alberto Stasi il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, e per farlo si è ipotizzato un forzoso concorso tra Sempio e Stasi o altri.

Quindi per capire cosa bolle in pentola è necessario ritornare agli ultimi mesi del 2024, quando la Procura della Repubblica di Pavia, nella sua massima espressione, e quindi il Procuratore capo Fabio Napoleone, decide di tornare a indagare sull’omicidio di Chiara Poggi e lo fa costituendo un vero e proprio pool. Non un atto dovuto, quindi, ma una scelta investigativa forte, dirompente e consapevole.

Si spendono risorse umane ed economiche molto significative, si mantiene un profilo di grande riservatezza e si interessano i migliori consulenti su piazza. Si indaga come se fossimo all’alba del delitto e non ci fosse già un responsabile giudizialmente accertato e con pena quasi integralmente scontata.

Ecco quindi che la forza di questa indagine deve essere in quelle informazioni iniziali che la difesa di Stasi ha fornito alla Procura e che hanno convito la stessa ad indagare, e a farlo con questo zelo, forza e convinzione.

Ma quali elementi avrà offerto alla Procura per convincerli a riaprire le indagini anziché invitarli a chiedere la revisione del processo. Evidentemente nella istanza di Alberto Stasi c’erano concreti elementi indiziari a carico di Sempio, perché da subito la Procura ha indirizzato le indagini nei suoi confronti e non si è più mossa.

Se Sempio dovesse essere rinviato a giudizio, probabilmente, sarà per ragioni che ancora oggi ignoriamo e che sono contenute nella istanza proposta dai legali di Stasi in quell’ormai lontano fine 2024.

avv. Michele Allamprese

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