L’”impronta 33”, la traccia rinvenuta sulle scalinate che portano alla cantina della villetta della famiglia Poggi, ove fu rinvenuto il cadavere della povera Chiara è oggetto di grande dibattito tra i media e di attenzione da parte dei soggetti coinvolti nelle indagini.
Ricordiamo che si tratta di una impronta palmare rinvenuta sul muro di destra, scendendo le scale che portano alla cantina, all’incirca all’altezza del quarto gradino, ad 1 metro e 10 cm circa dalla base dello stesso. Secondo una ricostruzione sulla quale quasi tutti convengono, si tratta dell’impronta della mano destra di qualcuno che si era appoggiato, avendo i piedi sul gradino 1, come per sporgersi e verificare la presenza del cadavere in fondo alle scale.
La traccia è di interesse investigativo soltanto se si può ritenere contestuale al delitto; ma per poter avere questa certezza è necessario appurare se la stessa sia o meno intrisa di sangue.
Sul punto le indagini dei RIS dell’epoca esclusero la presenza di sangue, ma il dibattito tra tecnici ha posto in evidenza come la particolare composizione dell’intonaco potrebbe rendere gli esami ematologici dell’epoca non attendibili.
Altresì l’interesse e l’attualità investigativa afferisce alla possibilità di attribuire l’impronta palmare a Andrea Sempio. Sul punto è battaglia: secondo i consulenti della Procura l’impronta è di Andrea Sempio. Secondo i consulenti di Andrea Sempio non è possibile individuare il numero di minuzie minimo per attribuire l’impronta all’indagato o ad altri e, comunque, ove questo accertamento fosse possibile, sempre secondo la difesa, la presenza delle impronte si giustificherebbe con la frequentazione dei luoghi da parte dello stesso, che quindi potrebbe aver lasciato l’impronta in un periodo antecedente il delitto.
Ricordiamo che l’accertamento sull’attribuibilità dell’impronta e sulla presenza di materiale ematico è avvenuta sulla scorta di fotografie, poiché il materiale fu consumato all’epoca e che la difesa di Sempio ha preferito evitare di chiedere l’incidente probatorio sul suddetto accertamento.
Anzi, proprio sull’opportunità di estendere le indagini genetiche e il relativo incidente probatorio all’impronta 33 ha delineato una divergenza di opinioni tra la difesa di Sempio e l’allora consulente che ha portato alle dimissioni del secondo dal collegio difensivo.
Ma l’impronta 33 è di interesse solo se attribuibile all’assassino?
Se l’impronta, come parte sia ormai accertato, non reca macchie di sangue, ma trovandosi comunque in una posizione di interesse investigativo, potrebbe essere stata lasciata da qualcuno che non ha preso parte al delitto, e quindi non si è macchiato di sangue, e magari è sopraggiunto in un secondo momento?
Questa ipotesi aprirebbe aprire a scenari inesplorati ma che potrebbe porre alcuni pezzi del puzzle nella loro giusta collocazione.
avv. Michele Allamprese
Segui le mie pagine social:
https://www.youtube.com/@AvvocatoMicheleAllamprese
https://www.instagram.com/michele_allamprese_avvocato
https://www.facebook.com/people/Avvocato-Michele-Allamprese/61575067120302





