La Procura della Repubblica di Pavia, diversi mesi fa, incaricò i RIS di Cagliari di effettuare una serie di accertamenti tecnici ripetibili, ai sensi dell’art. 359 cpp, quindi svolti in assenza di contraddittorio con le parti, finalizzati, tra l’altro, a effettuare una nuova BPA della scena del crimine. La BPA, dall’acronimo inglese di Blodstain Pattern Analysis, è lo studio delle tracce di sangue presenti sulla scena del crimine, attraverso le quali si ricostruisce l’evento omicidiario, e, tra le altre cose, il numero di partecipanti.
Nel corso delle prime analisi seguenti al delitto, l’allora sostituto procuratore incaricato delle indagini, commissionò la BPA ai Ris di Parma. Tuttavia, ritenendole evidentemente non complete, l’attuale pool investigativo ha ritenuto opportuno rinnovare gli accertamenti.
Dai primi rumors emergerebbe che la BPA dei Ris di Cagliari conferma la presenza di un solo aggressore sulla scena del crimine. Si tratta di indiscrezioni non confermate poiché la relazione è ancora secretata e lo sarà fino alla chiusura delle indagini e alla richiesta di rinvio a giudizio, probabile, o di archiviazione, estremamente improbabile.
Ma, anche se l’indiscrezione fosse confermata, ciò che risulterebbe sarebbe la presenza di un aggressore, ma questo non escluderebbe la contemporanea presenza di altre persone sulla scena del crimine, pur senza che queste partecipino all’azione omicidiaria. Si tratta di una tesi, avanzata dalla difesa di Alberto Stasi e che mi sento di condividere. Ho sempre pensato, infatti, che sulla scena c’è la mano di almeno due persone. La presenza di attività post delitto, come l’apertura dei cassetti nella stanza della televisione o le tre sedie fuori posto in cucina, o il sollevamento del cadavere ad opera di due persone, depongono in tal senso.
La Bpa, insieme agli accertamenti medico legali, dovrebbe fare luce anche sull’arma del delitto e sulla presenza, paventata da diversi esperti forensi, di due armi, una con parte battente e una un’altra con caratteristiche a punta.
Quindi in questo scenario avremmo un assassino e una o due persone che sono presenti assistono al delitto e agevolano la cancellazione delle tracce. Ma perché queste persone sono li? Il loro ruolo qual è?
Possiamo ipotizzare che il litigio, da cui è scaturita l’aggressione mortale, che continuo a non ritenere premeditata, veda questa o queste persone assumere un ruolo attivo.
Quindi, torniamo sempre al punto di partenza: come per ogni delitto, anche per ricostruire la vicenda di Garlasco è necessario scavare nella vita della vittima, nella cosidetta golden week, l’ultima settimana e capire chi e perché poteva covare motivi di rancore e astio verso la povera Chiara.
avv. Michele Allamprese
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