Vorrei tornare a parlarvi del caso che sto seguendo, anche come avvocato dell’Associazione Penelope, relativo alla scomparsa di Pietro Conversano, l’appuntato scelto della guardia di finanza scomparso da Fasano il 13 febbraio dell’ormai lontano 2019. Lo faccio perché tengo molto a questo caso e perché è importante che sullo stesso si accenda un faro dell’opinione pubblica, in quanto le questioni poco chiare in cui stiamo ci imbattendo, ci fanno, a me e ai miei consulenti, propendere per l’escludere la scomparsa volontaria.
Oggi vorrei parlarvi del mistero dello zaino. Pietro indossava quella mattina uno zaino sportivo, sembrerebbe da trekking, di colore celeste e nero. Il punto è che quello zaino non era di proprietà di Pietro, e non lo indossava quella mattina quando, intorno alle 4.00 usci di casa, come ha confermato la moglie Caterina.
Eppure le immagini delle telecamere della stazione di Monopoli, e poi quelle di Bari, ritraggono Pietro con sulle spalle questo misterioso zaino.
E’ bene ricordare che il percorso di Pietro quella mattina fu il seguente: uscì dalla sua abitazione di Fasano intorno alle 4.00/4.15, prese la sua Peugeot e si recò a Monopoli, ove parcheggiò l’auto davanti alla caserma della Compagnia della Guardia di Finanza ove era assegnato, intorno alle 4.30. La caserma, all’epoca, si trovava in via Baione, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria. Pietro parcheggerà l’auto, e si recherà alla stazione di Monopoli per prendere il treno per Bari, ove arriverà alle 5.15 circa. Le immagini della stazione di Monopoli ritraggono Pietro con indosso lo zaino.
Ora, posto che Pietro non aveva o zaino la mattina che uscì di casa, e che invece lo aveva una volta arrivato alla stazione di Monopoli, è importante comprendere quando Pietro ha preso questo zaino e chi glielo ha consegnato.
Per questo abbiamo chiesto, ma ad oggi non ci sono state date, le immagini delle telecamere che hanno ripreso Pietro arrivare a Monopoli e parcheggiare, segnatamente quelle della tabaccheria posta a pocho metri e quelle della caserma stessa. Se Pietro aveva lo zaino una volta arrivato a Monopoli, vuol dire che qualcuno glielo aveva consegnato nel tragitto Fasano/Monopoli. Se Pietro non aveva lo zaino una volta arrivato a Monopoli e aver parcheggiato l’auto, vuol dire che gliel’aveva consegnato qualcuno nel tragitto parcheggio-stazione.
Le stranezze non finiscono qui. Nei dispositivi di Pietro sono state rinvenute delle fotografie di quello stesso zaino, e lo ritraevano all’interno della caserma della Guardia di finanza di Monopoli.
Lo zaino è una chiave di volta fondamentale del mistero, capire quando e chi ha consegnato lo stesso a Pietro potrebbe portare alla soluzione del giallo.
Avv. Michele Allamprese
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