GARLASCO- LA GIUSTA PARTENZA DEL PERCORSO DI REVISIONE DELLA SENTENZA STASI

E’ stata resa pubblica la notizia dell’incontro in Procura generale in Corte d’appello a Milano, tra il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone accompagnato dai sostituti che lo affiancano nell’indagine a carico di Andrea Sempio, e il Procuratore generale dott.ssa Francesca Nanni. Oggetto dell’incontro, come era prevedibile, ma in parte anche annunciato, è stata la richiesta di revisione della condanna a carico di Alberto Stasi che la Procura di Pavia non è titolata a chiedere, ma che può semplicemente sollecitare alla procura generale presso al Corte d’appello, soggetto titolato ai sensi dell’art. 632 cpp a chiedere la revisione.

Facciamo alcune considerazioni.

In passato abbiamo scritto di come fosse altamente probabile, e per certi versi rassicurante per saggiare la salute del nostro sistema giudiziario, che la procura di Pavia indagasse non solo la penale responsabilità di Andrea Sempio ma anche l’eventuale estraneità di Alberto Stasi e di come all’epilogo delle indagini si potesse giungere anche a chiedere, al soggetto titolato, appunto la Procura generale presso la Corte di appello, l’esercizio dell’azione prevista dall’articolo 632 cpp.

D’altronde, alla difesa di Stasi conviene che la richiesta di revisione parta dalla procura generale di Milano, piuttosto che la faccia lei in proprio, poiché la stessa partirebbe con quei connotati di terzietà e autorevolezza che possono essere un buon viatico, quantomeno, per superare il vaglio di ammissibilità presso la corte d’assise di appello di Brescia, che sarà poi competente nell’eventuale giudizio di revisione.

Ricordiamo anche che in sede di Cassazione bis, quella nel 2015 confermò la sentenza di condanna emessa dalla corte d’assise di appello bis di Milano, il procuratore generale presso la Corte di Cassazione chiese l’assoluzione per l’allora imputato.

L’articolo 362 del codice di procedura penale consente poi al condannato di unire la propria richiesta di revisione a quella del procuratore generale. 

Già in passato avevo sottolineato le analogie tra la richiesta di revisione di Alberto Stasi e quella di Rosa e Olindo nella vicenda processuale che li ha riguardati. In quest’ultimo caso la richiesta di revisione partì dai condannati, il che, chiaramente, determina una minore autorevolezza dell’istanza.

Se il procuratore generale presso la Corte di appello di Milano, quindi, dovesse accogliere la richiesta del procuratore di Pavia, la strada per la revisione della condanna ad Alberto Stati partirebbe nel verso giusto.

Ricordiamo, infine, che l’articolo 635 del codice di procedura penale consente anche alla Corte di appello competente al giudizio di revisione, ribadiamo che in questo caso è Brescia, di sospendere l’esecuzione della pena in attesa della decisione definitiva.

avv. Michele Allamprese

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