GARLASCO- PERCHE’ L’ESPOSTO CON GLI AUDIO E’ STATO INOLTRATO ALLA PROCURA GENERALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO?

Pochi commentatori, anche con competenze giuridiche, hanno colto il vero dato di interesse della vicenda dell’esposto presentato dalla giornalista Rai, insieme alla dott.ssa Bruzzone, e contenente gli audio carpiti ad alcuni protagonisti della vicenda giudiziaria e contenenti, a quanto pare, elementi che possono riportare a fatti penalmente rilevanti.

L’esposto è stato prodotto alla Procura generale della Corte di appello di Milano, in luogo della Procura della repubblica che sarebbe competente per i reati ipoteticamente commessi. La Procura generale presso la corte di appello, infatti, non indaga. Non è un organo inquirente che tratta i fascicoli di indagine, come deve avvenire nel caso specifico.

La regola, infatti, sarebbe che. L’esponente denuncia all’Autorità giudiziaria i fatti di cui è a conoscenza, e questa, da intendersi come la Procura della Repubblica presso il Tribunale competente, svolge le indagini e assume le relative determinazioni.

Cerchiamo, quindi, di capire se ci può essere un motivo dietro questa strana scelta.

Forse ce ne sono due.

Il primo risiede nel potere della Procura generale della Corte di appello di avocare le indagini della Procura della Repubblica in determinate circostanza, tra le quali la mancata astensione del pm dal trattare i fascicoli in presenza di cause di ricusazione e/o nel mancato tempestivo esercizio dell’azione penale. Il nostro ordinamento giudiziario non prevede un vero e proprio sistema gerarchico, e quindi la Procura della Repubblica non è organo sottoposto alla Procura Generale presso la Corte di appello, salvo alcuni specifici casi che possono portare, appunto, alla avocazione delle indagini. Che qualcuno stia pensando a questo prima della conclusione delle indagini? Nel caso la richiesta potrebbe pervenire dalle persone offese, e quindi dai Poggi, o dall’indagato, e quindi da Sempio.

La seconda ragione potrebbe risiedere nel fatto che la Procura generale presso la Corte di appello è, insieme al condannato e ai suoi familiari, titolata a chiedere la revisione del processo.

Che si voglia, in un certo senso, influenzare e condizionare la decisione che a breve la dott.ssa Nanni dovrà prendere sulla revisione della sentenza Stasi?

Avv. Michele Allamprese

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