INCHIESTA ARBITRI. COSA STA SUCCEDENDO E QUALI SONO I POSSIBILI SVILUPPI

Sta facendo molto discutere tra i tifosi e non l’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano, condotta dal sostituto procuratore Maurisio Ascione e che vede attualmente indagate 5 persone tra cui gli ex designatori Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. Ma come nasce l’inchiesta, quale è il reato contestato e i fatti attribuiti e a che punto sono le indagini?

L’indagine parte come denuncia alla Procura federale, e quindi come inchiesta interna al mondo Coni, da un esposto dell’estate del 2025 di un ex assistente arbitrale, Domenico Rocca, il quale censura favoritismi verso alcuni direttori di gara, una non corretta gestione della sala Var, e irregolarità nelle designazioni. L’inchiesta verrà presto archiviata dalla giustizia sportiva, ma interesserà quella ordinaria, e appunto la procura della Repubblica di Milano, che iscriverà la notizia di reato, ipotizzando il delitto di frode sportiva, indagando tra gli altri Rocchi e Gervasoni.

La notizia è divenuta pubblica con l’avviso di garanzia a Rocchi per rendere l’interrogatorio.

Agli indagati vengono contestati episodi di favoritismi per alcune squadre, si fa in particolare riferimento all’Inter, nelle designazioni delle gare per la fase finale della stazione 2024/25 e una illecita intromissione nella gestione delle decisioni in sala Var.

Al momento non sono indagati club e dirigenti di serie A.

Il reato di frode sportiva, introdotto con una legge ordinaria del 1989, è una specificazione del reato di truffa e punisce, per quel che interessa il caso che stiamo trattando, chi vantaggia taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dal Coni, come il campionato di calcio di serie A, per ottenere un risultato diverso da quello frutto del regolare svolgimento della gara. La pena va da un minimo di un mese a un massimo di un anno di reclusione o una pena pecuniaria fino a 25 mila euro.

In Procura a Milano stanno sfilando arbitri, collaboratori e dirigenti di squadre di serie A per cercare di chiarire i fatti e verificare se sia opportuno procedere con l’esercizio dell’azione penale.

In particolare è stato recentemente sentito un dirigente dell’Inter addetto alla gestione degli arbitri, già collaboratore di Rocchi quando entrambi erano in attività arbitrale, il quale avrebbe intercesso con l’indagato per evitare la designazione alla squadra nerazzurra di un arbitro poco gradito. Già agli atti dell’inchiesta ci sarebbero delle intercettazioni e delle testimonianze che collocano i due in un dato momento concordare la designazione dell’arbitro non gradito in una partita di Coppa Italia per evitare, appunto, che il sistema lo assegnasse all’Inter per le successive, ultime e decisive gare di campionato.

Vedremo come andrà a finire. Il reato contestato è tra i più odiosi, perché mina la credibilità del sistema sportivo e truffa non solo la squadra che ne subisce danno ma l’affidamento che tutti i tifosi, con particolare riferimento ai più piccoli e agli anziani, ha nello sport, nei suoi valori e principi.

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