È ormai nelle mani di un po tutti gli addetti ai lavori l’informativa finale redatta dal comandante del Comando provinciale dei Carabinieri di Milano, il colonnello Antonio Coppola e pervenuto in procura a Pavia il 21 aprile scorso, nel quale sono compendiate le risultanze dei due anni di indagini che hanno portato al recente avviso ex. art. 415 bis cpp e alla imputazione a carico di Andrea Sempio del reato di omicidio volontario aggravato della povera Chiara Poggi. Nell’informativa si fa riferimento anche agli elementi che portano a ritenere, invece, Alberto Stasi estraneo alle indagini.
L’informativa consta di 309 pagine e parte dalla genesi delle indagini, esamina i fatti delle inchieste del 2017 che portarono alla prima archiviazione di Andrea Sempio, chiesta dall’allora vice procuratore dott. Mario Venditti, oggi indagato a Brescia proprio per questi fatti per corruzione in atti giudiziari insieme al padre di Andrea Sempio, prosegue con l’analisi di tutta l’attività investigativa svolta.
Si parla delle sommarie informazioni, si esaminano le intercettazioni telefoniche e ambientali, le risultanze delle consulenze e della perizia Albani, si rivedono in chiave critica gli atti dell’indagine del 2007 e del processo Stasi, per giungere alla conclusione che ad uccidere Chiara Poggi fu Andrea Sempio.
Nelle prossime settimane cominceremo un viaggio esaminando paragrafo per paragrafo l’informativa, questo perché la stessa sarà il filo conduttore del prossimo probabile processo a carico di Andrea Sempio. Un processo probabile, anche se forse, un tentativo per evitarlo o quantomeno per dirottarne il naturale avvio sembra in atto.
Pare, infatti, che si stia pensando ad una istanza di avocazione delle indagini da richiedere, come già vi ho spiegato in passato, alla procura generale presso la corte di Appello di Milano. La stessa procura dove, guarda caso, è stata depositata, in modo del tutto irrituale l’esposto Bruzzone/Ingrosso. Ho già avuto modo di spiegarvi perché il destinatario di quell’esposto è irrituale, poiché la Procura generale non compie indagini, e per tale ragione non potrà che demandare l’esposto alla procura della repubblica competente, che a mio avviso, e per quello che è emerso fino ad ora dalle dichiarazioni delle esponenti, dopo una iniziale iscrizione come modello 45, non potrà che essere archiviato.
Però, dalla lettura delle prime pagine dell’informativa, e segnatamente da quel volgare riferimento alla relazione tra l’avvocato Giada Boccellari, per quel che io penso e per quel che può valere, un vanto per la nostra categoria, e un ufficiale dei Carabinieri di via Moscova, si capisce che dietro l’iniziativa dell’esposto ci siano menti raffinatissime che puntano a far avocare le indagini e ad evitare il successo della revisione del processo Stasi. Non a caso due iniziative, quella dell’avocazione e quella dell’avvio del procedimento di revisione che competono alla procura generale alla quale è stato inoltrato l’esposto. Parleremo e molto, anche di questo nelle prossime settimane.
Aspettatevi, infatti, una richiesta di incidente probatorio. Perché solo prolungando la fase delle indagini si può sperare nell’avocazione e nella mancata iniziativa pubblica della fase di revisione della sentenza Stasi.
Il vero obiettivo, un po di tutti i protagonisti, è soprattutto evitare che sia la procura generale a chiedere la revisione della sentenza che ha condannato in via definitiva Alberto Stasi.
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