GARLASCO- UNA DOMANDA MAI FATTA SULL’ALIBI DI SEMPIO

Vorrei suggerire agli ospiti dei talk show che, magari, si dovessero trovare a intervistare Andrea Sempio, una domanda in ordine al suo alibi. Una domanda che è sfuggita, tra le tante invero, ma che è fondamentale per capire come sono andate le cose e per verificare con puntualità l’alibi dell’attuale indagato.

Si deve premettere che la mamma di Andrea Sempio dichiarerà in due occasioni e durante interviste ad Alessandro DiGiuseppe, l’inviato de Le Iene, di ricordare che il figlio, la mattina del 13 agosto, gli confidò di aver bevuto un caffe e una bottiglietta intera d’acqua, tanto da non avere più fame quando alle 12.00 rincaserà per il pranzo.

Il pranzo in orario così anticipato, per quanto al nord ci siano abitudini diverse, è giustificato dal fatto che la mamma di Andreea doveva iniziare il turno di lavoro nel primo pomeriggio, presso la struttura sociosanitaria presso la quale era impiegata all’epoca.

Ora, poiché l’affermazione è registrata resa due volte in tempi non sospetti, e mai ritrattata, dobbiamo pensare che sia vera.

Sarebbe a questo punto fondamentale capire quando e dove, Andrea Sempio abbia consumato il caffè e acquistato la bottiglietta.

Secondo la ricostruzione data dall’indagato, questi intorno alle 10,00 si mette in auto da casa sua, e quindi da via Rossini a Garlasco, per recarsi a Vigevano. Quivi, alle 10.18, come certificato dal famoso scontrino, parcheggerà l’autovettura a piazza Sant’Ambrogio, per recarsi a piedi nella vicina Piazza Ducale. In particolare, proprio all’angolo posto sulla sinistra del Duomo, avendo la Cattedrale alle spalle, è sita la Feltrinelli, che era la meta di Andrea Sempio quel giorno.

Andrea dichiarerà di aver trovato la libreria chiusa, di aver fatto un giro della Piazza, e di aver ripreso l’auto ed essere tornato a Garlasco per arrivare, intorno alle 11.00, a casa della nonna, in via Canova, che per la cronaca è a 400 metri da via Pascoli, e quindi da casa Poggi.

Ora, sarebbe fondamentale capire quando e dove Andrea ha consumato il caffe e la bottiglietta d’acqua. In particolare, nel racconto della mamma si precisa che Andrea riferirà che la bottiglia fu costretto a berla perché la cassiera del bar gliela diede senza tappo.

Quindi, è probabile che la consumazione del caffe e della bottiglietta, volendo escludere che quest’ultima sia stata consumata in auto, fosse avvenuta nel bar o nei pressi e che quindi abbia richiesto alcuni minuti.

Poiché il volto di Scempio è notissimo, è probabile che questa affermazione possa trovare riscontro negli impiegati del Bar, una volta individuato.

Ma soprattutto, se la consumazione avviene a Vigevano, come è altamente probabile, visto che se fosse avvenuta a Garlasco sarebbe probabilmente uscito il testimone, lo stress test delle celle telefoniche, che ricordiamo collocano Andrea a Garlasco alle 9.58 e alle 11.10, concedendogli questo frangente per recarsi a Vigevano, parcheggiare, fare lo scontrino, riporre lo scontrino nell’auto, andare in piazza, accorgersi che la Feltrinelli era chiusa, farsi un giro, consumare caffe e acqua, rimettersi in auto e tornare a Garlasco, è difficilmente superabile.

La domanda che suggerisco, ripeto agli ospiti dei talk, non mi permetto i farlo agli inquirenti e alle parti dell’ipotetico futuro processo, ove scempio dovesse sottoporsi a esame, è: dove e quando hai consumato il caffè e la bottiglietta d’acqua? 

avv. Michele Allamprese

Segui le mie pagine social:

https://www.youtube.com/@AvvocatoMicheleAllamprese

https://www.instagram.com/michele_allamprese_avvocato

https://www.facebook.com/people/Avvocato-Michele-Allamprese/61575067120302

Condividi articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Articoli

Consulenza Legale Gratuita

Contattaci per un primo consulto gratuito e senza impegno. Analizzeremo il tuo caso per spiegarti in modo chiaro quali sono i tuoi diritti e le concrete possibilità di azione.

Compila il form con le info richieste e contatta direttamente l’avvocato