Le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, come noto, e nonostante la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, proseguono, almeno fino a inizio settembre, se non anche dopo.
In più occasioni mi è capitato di evidenziare come fosse giusto, anche nell’interesse dell’indagato, approfondire aspetti che non sono ancora completamente stati sviluppati dall’indagine.
Abbiamo parlato della vicenda del caffe e della bottiglietta d’acqua, che secondo la mamma di Andrea Sempio (teste quindi attendibilissimo) questi avrebbe consumato a Vigevano la mattina del delitto, e che quindi si lega intimamente alla vicenda scontrino e alla questione alibi.
Abbiamo parlato, anche, della necessità di approfondire le vicende relative all’indagine del 2016/17, mettendo sotto torchio i Carabinieri che l’hanno condotta, per modo di dire, fino alla inevitabile richiesta di archiviazione.
Abbiamo parlato della opportunità di accertare i movimenti di quella mattina e del primo pomeriggio, non solo di Andrea Sempio, ma anche dei suoi genitori, con particolare riferimento alla mamma. La sig.ra, infatti, che con ogni probabilità e in ogni sede, quindi sia in sede di indagini che di eventuale dibattimento, si avvarrà della facoltà di non rispondere, ha delineato fatti precisi in ordine a quelle ore. La sua presenza al lavoro, presso la struttura RSA ove era impegnata, la circostanza della venuta a conoscenza del delitto e del coinvolgimento della sorella di uno dei migliori amici del figlio, i movimenti pre uscita di casa e post.
E’ importante, infatti, ascoltare i colleghi e i responsabili della struttura sanitaria presso cui era impegnata la signora, e che era di strada nel tragitto Casa Sempio- Casa Poggi, risalire al bar presso cui Sempio avrebbe consumato il caffè il giorno del delitto, e ascoltare i dipendenti e avventori dello stesso. E’ poi necessario capire se le indagini del 2016/17 siano state sviate e per quale motivo. Quindi bisognerà accertare se, davvero, esisteva un sistema Pavia, e di questo se ne sta occupando l’inchiesta di Brescia, se ci sono movimenti patrimoniali particolari e altri potenziali corruttori/concussi nel vademecum dei carabinieri coinvolti.
Per indagare ci vuole tempo e il periodo agostano non aiuta. La Procura di tempo ne ha avuto, e si è giustamente concentrata sulle indagini scientifiche e tecniche. Ma tutti gli esperti concordano su una cosa, ed è una verità che vale per tutti i cold cases, la soluzione o quantomeno la chiave di volta è quasi sempre nelle indagini tradizionali.
In tutto questo c’è una spada di damocle che pende sugli inquirenti pavesi, ed è la possibilità di chiedere l’avocazione delle indagini in caso di superamento del termine per la loro conclusione in assenza di determinazioni finali.
E’ la vera partita che si gioca tra Pavia e Milano, lo abbiamo scritto in tempi non sospetti e settembre sarà rivelatore da questo punto di vista.
avv. Michele Allamprese
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