Il secondo tempo dell’indagine bis sul caso Garlasco, quella partita dopo la notifica dell’avviso di conclusione indagini dello scorso maggio è ormai agli sgoccioli. Il termine per la Procura è fissato al 28 settembre, ma chiunque ha un minimo di dimestichezza con le vicende giudiziarie conosce il motto che recita, per la parti i termini sono perentori, per i giudici canzonatori. Con la riforma Cartabia, però, e soprattutto con le pressioni e le moral suasion alla Procura generale di Milano (vedi esposti e querele varie), immaginiamo che gli attuali inquirenti pavesi non vogliano correre il rischio dell’avocazione delle indagini per il mancato esercizio tempestivo dell’azione penale.
L’ultimo atto di indagine noto è l’escussione a sit del Generale Luciano Garfoalo, già comandante dei Ris di Parma nel 2007, e successivamente consulente di parte di Sempio.
L’anomalia di un inquirente che, raggiunta la pensione (in questo caso il congedo) diventa consulente di una parte, è di tutta evidenza, e le giustificazioni del Generale non sembrano convincere. Sia chiaro, il Generale Garofalo assumendo la difesa tecnica di Sempio non ha violato alcuna norma, e la convocazione in Procura non è avvenuta per questo, tuttavia, dal punto di vista deontologico e di opportunità, era senz’altro una scelta evitabile. Anche perché, la prima nomina, è del 2017, subito dopo l’avviso di garanzia a Sempio. Anzi, addirittura prima, visto che la sua consulenza ha data antecedente (27 gennaio) all’ìnterrogatorio (10 febbraio 2017), con conseguente mandato che è stato conferito ancor prima.
Dalle indiscrezioni pare che siano stati messi sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti gli accertamenti scientifici del 2017, visto che sono stati convocati in Procura anche i collaboratori del Generale ai Ris di Parma dell’epoca.
In ogni caso l’indagine è agli sgoccioli, e poi dovranno venire al pettine tutti i nodi di cui abbiamo parlato in questi mesi.
La Procura riuscirà a superare lo scoglio dell’udienza preliminare o la questione si risolverà già in quella sede?
Sempio opterà, potendolo fare in quanto applicabile la norma dell’epoca, per il rito abbreviato?
La famiglia Poggi sarà presente al processo come costituita parte civile o vi assisterà come semplici persone offese?
Alberto Stasi parteciperà al processo? In che veste e con che poteri?
La Procura Generale chiederà la revisione della sentenza Stasi?
Sono tutti quesiti che troveranno una risposta nei prossimi mesi e, come diciamo da tempo, l’udienza preliminare sarà il primo vero, e potrebbe essere anche unico, campo di battaglia.
avv. Michele ALLAMPRESE





