DAVID ROSSI. OMICIDIO O SUICIDIO? QUALI SONO LE ULTIME NOVITA’.

Ci sono importanti sviluppi sul giallo della morte di David Rossi, avvenuta a Siena il 6 marzo 2013, in circostanze ancora avvolte dal mistero.

Ricordiamo che in seguito al rinvenimento del cadavere, le prime indagini si indirizzarono verso il gesto suicidario, tant’è che più volte la Procura della repubblica di Siena chiese e ottenne l’archiviazione. Nel 2017 si tentò anche la rubricazione del reato di istigazione al suicidio, ma l’esito fu lo stesso.

Le novità, però, non sono venute dal mondo giudiziario ma da quello politico, infatti nel novembre del 2021 è stata istituta una Commissione parlamentare d’inchiesta per comprendere i fatti e accertare se la morte di David Rossi è stata o meno provocata da terzi.

L’attività investigativa della Commissione, guidata dall’Onorevole e avvocato Gianluca Vinci, è stata puntuale e incisiva, ed è consistita nell’escussione di numerosi testimoni, nell’acquisizione di copiosa documentazione e in accertamenti tecnici che hanno rivelato un’altra possibile verità.

In particolare il lavoro congiunto dei Ris di Roma e del dott. Manghi ha portato alla conclusione che le lesioni riscontrate sul corpo del responsabile comunicazione del MPS non sono compatibili con una caduta spontanea.

In particolare i segni sul volto e sulle mani, sembrano essere conseguenza di un contatto forzato con i fili metallici delle finestre più che della rovinosa caduta.

Oltretutto, la ricostruzione, anche video, fatta dai Ris ipotizza che il funzionario sia stato tenuto per i polsi e poi lasciato cadere dalla finestra, come poi ripreso dal famoso video che tutti abbiamo avuto modo di vedere.

La Commissione parlamentare d’inchiesta, quindi, ha all’unanimità deliberato che non si tratta di un suicidio ma di una morte violenta dovuta a terzi.

Il lavoro continua, anche se è alle battute finali e adesso la palla passa alla Procura di Siena che ha già riaperto le indagini con l’ipotesi di omicidio volontario, allo stato contro ignoti. Ora si dovrebbe indagare sul serio, senza sconti e soprattutto cercando di capire il movente del delitto, che non può che annidarsi nel lavoro della vittima e quindi nei meandri della antica banca senese.

Questo è un eccellente esempio di quello che una commissione di inchiesta parlamentare dovrebbe fare, e la commissione David Rossi si pone nel solco delle precedenti commissioni Stragi e Ustica, che fecero un eccellente lavoro, in parte sostituendosi alla magistratura.

Ricordiamo, però, che le commissioni parlamentati hanno i poteri della magistratura, in termini investigativi chiaramente, ma non possono comminare pene, emettere sentenze o applicare misure cautelari.

Avv. Michele Allamprese

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