GARLASCO. LA STANZETTA DELLA TV. COSA CI DICE LA SCENA DEL CRIMINE?

La stanza che, da sempre, desta in me maggiore interesse della scena del crimine in relazione al delitto di Garlasco è la cosiddetta “saletta della tv”, posizionata dalla parte opposta alla porta di accesso all’abitazione.

La stanza è degna di interesse per la presenza di molteplici dettagli, alcuni dei quali poco approfonditi.

Esaminiamoli ad uno ad uno, partendo da quelli più discussi.

La Tv era accesa, e riproduceva le immagini ma con volume estremamente basso, come dichiarerà Stasi e i primi militari intervenuti.

Questa condizione della Tv ci fa immaginare che Chiara, consumata la colazione, che con ogni probabilità assume nel salotto adiacente, sul famoso divano, si sia intrattenuta nella saletta per guardare la televisione. Il volume basso, probabilmente, è indice del fatto che a un certo punto, una persona che era già in casa o che era appena arrivata, iniziava una conversazione con Chiara, rendendo necessario abbassare il volume. Tuttavia la casa è piuttosto grande, perché non spostarsi in un’altra stanza o non spegnere la tv?

Sul pavimento, di fianco al mobiletto sul quale è posizionato il televisore, si vedono il joystik e il case di un videogioco, presumibilmente collegato alla televisione.

Il Joystik è sul pavimento, e non riposto nel mobiletto che ospita la tv, come se qualcuno lo avesse utilizzato da poco. E poiché sappiamo che Chiara non usava i videogiochi, e il fratello,  che invece ne faceva uso, era via da casa già da diversi giorni, possiamo ipotizzare che qualcuno abbia utilizzato il joystik quella mattina o la sera prima?

Dobbiamo infatti ricordarci che tutti sono concordi nel definire Chiara una ragazza ordinata e precisa, e certamente non lascerebbe in disordine una stanza della casa, peraltro visibile ai visitatori.

L’uso della tv come schermo per il videogioco potrebbe giustificare la voce abbassata, poiché magari i suoni che emetteva il videogame erano fastidiosi per Chiara che, appena sveglia, voleva godersi la colazione sul divano in tranquillità.

In molti, poi, hanno notato anche la presenza di due sedie di fronte alla Tv, il che parrebbe sostenere l’ipotesi dell’uso del televisione come schermo per il videogame, in prossimità dei fatti.

Veniamo, poi, ad un aspetto poso esaminato.

Entrando, sul lato sinistro della stanza, vi è una cassettiera antica, con quattro cassetti. Chi possiede una cassettiera simile sa che la chiusura dei cassetti è difficoltosa, perché il binario che lo fa scorrere è spesso usurato e comunque poco agevole. Insomma, per chiudere completamente i tiretti bisogna fare maggiore attenzione rispetto ai comodini e agli armadi moderni. Ci vuole più tempo e cura.

Ebbene, osservando la cassettiera, è evidente come il primo, il secondo e il quarto tiretto, partendo dall’alto, non siano stati chiusi perfettamente, ma siano per pochi centimetri ancora aperti. Osservando quella cassettiera, e sulla scorta della esperienza personale avendone una identica, ho l’impressione che qualcuno abbia aperto i tiretti alla ricerca di qualcosa, e il abbia richiusi in modo veloce e senza prestare particolare cura all’ordine e all’assetto della cassettiera. Però questo vale per il primo, il secondo e il quarto tiretto, mentre il terzo non sembra essere stato interessato da questa operazione.

Può essere stata Chiara, magari poco prima di morire, interagendo con l’assassino?

Può essere stato l’assassino, dopo il delitto, alla ricerca di qualcosa, a questo punto collegato al delitto?

Certamente questa parte della scena, sempre considerando l’ordine e la puntualità di Chiara, sembrano collocare l’apertura dei cassetti in prossimità del delitto.

Vediamo se la BPA dei Ris di Cagliari si soffermerà anche su questo dettaglio.

avv. Michele Allamprese

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