MORTE DEL PICCOLO DOMENICO – COSA DICE LA PERIZIA DI 550 PAGINE

Ci sono importanti novità sul caso giudiziario della morte del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e mezzo, deceduto il 21 febbraio 2026, all’Ospedale Monaldi di Napoli.
Ripercorriamo brevemente le tappe della vicenda.
Domenico venne ricoverato il 22 dicembre del 2025 al reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi, in quanto il giorno successivo era programmato un intervento di espianto e impianto di un nuovo cuoricino, essendo nato il bambino con una malformazione cardiopatica congenita grave.
Il giorno dell’intervento parte una equipe dell’Ospedale Monaldi, composta da due medici e personale infermieristico, per Bolzano, dove era stato espiantato il cuoricino di un piccolo di 4 anni morto in seguito ad annegamento, e donato dai genitori, destinato al piccolo Domenico. Giunti sul posto, il cuoricino viene posto in una borsa frigo che i sanitari napoletani avevano portato appresso, con all’interno, per mantenere l’organo a bassissime temperature (- 80 gradi), ma non essendoci ghiaccio a sufficienza, viene chiesto e fornito del ghiaccio dalla stessa struttura sanitaria bolzanina. Il ghiaccio tuttavia, era secco anziché umido, come previsto dai protocolli medici, e ne i sanitari di Bolzano, in realtà del prelievo del ghiaccio si occuperanno degli ausiliari, ne il medico proveniente da Napoli, si accorsero o dettero peso al grave errore.
Il cuore giunge a Napoli alle ore 14.22, e pochi minuti prima del suo arrivo (e segnatamente alle 14.18), il primario del reparto del Monaldi che condurrà l’intervento iniziò a espiantare il cuore di Domenico.
Quando il cuoricino proveniente da Bolzano arriverà in sala operatoria ci si accorgerà dell’amara sorpresa, quindi che l’organo si era congelato e non era più impiantabile. A quel punto il primario del Monaldi, dopo diversi tentativi di scongelare l’organo onde poterlo impiantare, provvide a collegare il piccolo Domenico ad un macchinario, denominato Ecmo, (un sostegno artificiale che, tuttavia, con il trascorrere del tempo compromette gli organi interni) fino a quando, il 21 febbraio intervenne il decesso del piccolino.
A quel punto partono le indagini, anche su iniziativa dei genitori di Domenico, e vengono indagati dalla Procura della Repubblica di Napoli sette sanitari, tutti del Monaldi.
Chiaramente l’accertamento principale è tecnico, di natura medio legale e specialistica al fine di ricostruire le responsabilità e il nesso di causa tra la morte del piccolo Domenico e le condotte dei singoli sanitari.
Venne chiesto dalla Procura di Napoli un incidente probatorio e il Gip del Tribunale di Napoli nomina un collegio di tre medici (Biagio Solarino – medico legale, Ugolino Livi – cardiochirurgo e Ferdinando Luca Lorini – anestetista e rianimatore) i quali, in questi giorni, hanno depositato la loro perizia, che consta di ben 550 pagine.
I risultati della perizia sono sostanzialmente questi.
Non sbagliò il primario del Monaldi a espiantare il cuoricino del piccolo Domenico 3 minuti prima dell’arrivo dell’organo da impiantare, e quindi prima di aver verificato che quest’ultimo fosse integro, in quanto non contrario ai protocolli medici.
Tuttavia la responsabilità del primario si attesta nel fatto che, dopo essersi reso conto che l’intervento non era più possibile, attaccò il piccolo Domenico all’Ecmo anziché al Berlin Heart, un macchinario che avrebbe consentito di tenere Domenico in vita fino alla data in cui si ottenne un secondo cuore da impiantare.
Si ravvisa, poi, anche la responsabilità dei sanitari del Monaldi che si recarono a Bolzano per prelevare il cuoricino da impiantare, perché non portarono con se ghiaccio a sufficienza per assicurare il trasporto al ritorno, e perchè non si accorse che il ghiaccio fornito dai sanitari di Bozano era secco e non umido. Responsabilità si ravvisano anche per il Capo dipartimento di cardiochirurgia, che non aveva provveduto a formare il personale per l’uso della borsa di nuova generazione per il trasporto dell’organo, che non avrebbe reso necessario reperire il ghiaccio a Bolzano.
Sulla scorta dei risultati peritali, quindi, è probabile che intervenga il rinvio a giudizio per tutti i sanitari, e ricordiamo che i due medici dell’equipe operante, sono indagati anche per la falsa attestazione nella cartella sanitaria.
Ricordiamo che la vicenda risarcitoria tra i familiari di Domenico e il Monaldi è stata definita con una transazione, i cui termini sono secretati.

avv. Michele Allamprese

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