GARLASCO- ARCHIVIATO VENDITTI MA L’INDAGINE PROSEGUE

Fonti giornalistiche, confermate anche dalla stessa Procura della repubblica di Brescia, hanno reso noto che l’indagine a carico del dott. Mario Venditti, già sostituto procuratore presso la Procura della repubblica di Pavia, è stata archiviata. Le stesse fonti, tuttavia, affermano che il procedimento nel suo complesso prosegue, per la medesima ipotesi delittuosa di corruzione in atti giudiziari, a carico di altri soggetti.

Abbiamo letto il decreto di archiviazione del giudice per le indagini preliminari di Brescia, e ne abbiamo tratto alcune convinzioni.

Su tutti, quella che mentre la posizione del dott. Venditti è chiaramente cristallizzata e definita, è altamente probabile che alcuni carabinieri coinvolti nell’indagine del 2017 siano ora loro iscritti nel registro degli indagati e individuati come potenziali corrotti.

Il decreto, infatti, per quanto con formule dubitative che però sono idonee in ragione della riforma Cartabia a giungere all’archiviazione, non essendo raggiunta la ragionevole previsione di condanna, salva la condotta del dott. Venditti, ma non l’indagine e il comportamento dei Carabinieri coinvolti. In particolare, si mette in risalto la condotta poco collaborativa degli stessi nel corso delle indagini relative al fascicolo oggi pendente.

Va detto che le anomalie riportate nel decreto, sono le stesse che abbiamo più volte segnalato, a partire dalla strana delega alle indagini alla sola aliquota di Pg presente in Procura.

Conseguenza procedurale della archiviazione della posizione del dott. Venditti è che il procedimento perde la competenza territoriale speciale che si adotta quando è coinvolto un magistrato, per tornare al suo giudice naturale, presso la Procura della repubblica di Pavia.

Ricordiamo che la vicenda divenne nota quando nel settembre 2025 fu disposta una perquisizione, con relativo sequestro dei dispositivi elettronici, a carico del magistrato Venditti, all’epoca già in pensione. Il provvedimento di sequestro, più volte reiterato, è stato sempre revocato dal riesame e, nei fatti, la Procura di Brescia non ha mai potuto esaminare i dispositivi del dott. Venditti.

L’ipotesi delittuosa era che, nell’ambito delle indagini del 2017 a carico di Andrea Sempio, per la quale fu chiesta l’archiviazione dal dott. Venditti, sostituto procuratore che aveva in carico il fascicolo, ci fosse stata una corruzione da parte del magistrato, con corruttore il papà di Andrea Sempio e con atto oggetto di mercimonio appunto la richiesta di archiviazione.

Vari atti indagine, intercettazioni, escussioni testimoniali, accertamenti bancari, tuttavia, non hanno dimostrato il patto corruttivo, e quindi hanno portato all’odierna archiviazione.
Resta indagato, quindi, il papà di Andrea Sempio con il ruolo di corruttore, e riteniamo lo siano anche alcuni dei Carabinieri coinvolti, atteso che non avrebbe senso una indagine per corruzione con un corruttore e non un corrotto.

Avv. Michele Allamprese

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