E’ purtroppo terminata nel modo in cui tutti speravano non si concludesse la vicenda del piccolo Mimmo, il bambino napoletano ricoverato al Monaldi di Napoli e in attesa di un trapianto di cuore.
Vediamo quali sono le conseguenze giudiziarie possibili, in seguito ai tragici eventi.
Il piccolo Domenico era ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli per essere sottoposto ad un intervento di trapianto del cuore, per il quale era in lista d’attesa da due mesi. Trovato il donatore, un bambino altoatesino deceduto e i cui genitori avevano disposto la donazione degli organi, si era organizzato il trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli per impiantarlo nel piccolo Domenico.
Il cuore, tuttavia, arrivò a Napoli in pessime condizioni, pare perché riposto in una custodia non adatta e a contatto con ghiaccio secco in luogo del ghiaccio classico. Dalle prime indagini, in particolare, pare che l’errore sia riposto proprio nella tipologia di ghiaccio usato.
L’equipe dell’Ospedale napoletano, ricevuto l’organo, aveva ritenuto comunque di impiantarlo al piccolo Domenico, ma l’intervento, a causa delle condizioni del cuore, non è riuscito.
Il piccolo, e con lui la sua famiglia ma, direi tutti noi, è rimasto in attesa di un nuovo cuore disponibile ma, quando si è trovato il donatore, era ormai troppo tardi e non era più possibile effettuare il trapianto.
Da subito, e su iniziativa dei familiari del piccolo, è stata sporta denuncia e la Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tra medici e paramedici, con l’ipotesi di lesioni colpose gravi.
Purtroppo ora il capo di imputazione provvisoria passerà a omicidio colposo e inevitabilmente, anche a tutela degli indagati, si estenderà notevolmente la platea degli iscritti nel registro.
La Procura di Napoli, infatti, sequestrerà la salma per sottoporla ad accertamenti autoptici urgenti in contraddittorio con gli indagati, i familiari del piccolo e i loro consulenti.
L’esame autoptico, la valutazione medico legale conseguente, ma anche quella specialistica e in generale le indagini, serviranno per capire cosa ha cagionato la morte del bambino o quantomeno la perdita di chance di impiantarli un cuore sano.
Si esaminerà la condotta di tutta la catena di conservazione dell’organo, partendo dall’espianto, passando per la conservazione, il viaggio e l’impianto.
All’esito delle indagini i due sostituti procuratori incaricati delle indagini valuteranno se e per chi chiedere il rinvio a giudizio.
Non sappiamo come finirà la vicenda, ma è altamente probabile che ci sia un processo e soprattutto una notevole posta risarcitoria per i familiari del piccolo Domenico, per quanto non ci possano essere somme sufficienti per risarcire un simile dolore.
avv. Michele Allamprese





